Il Fire Safety Engineering Group dell’Università di Greenwich (Regno Unito) è uno dei gruppi di ricerca più attivi in materia di sicurezza dell’esodo. Segnaliamo una importante iniziativa che il Gruppo sta conducendo in questi giorni sulla comprensibilità dei segnali e sulle scelte che le persone compiono quando hanno due possibilità diverse nei percorsi di esodo. La ricerca, in particolare, si concretizza in un questionario on line anonimo, in inglese, che impegna circa 20 minuti e che è pubblicato all’indirizzo: “http://fseg.gre.ac.uk/whichway/”.
Il “Pre flashover”
February 3rd, 2011Nella maggior parte delle valutazioni degli incendi, si accetta che, dopo l’innesco, la combustione si possa autosostenere, senza un particolare condizionamento da parte del compartimento. Se l’afflusso di aria è adeguato, l’incendio può essere descritto da una funzione nel tempo della quantità istantanea di potenza termica rilasciata. Questo comportamento è riassumibile in tre momenti:
a) la fase di crescita, prima che si verifichi il flashover. In questa fase la temperatura media nel compartimento è relativamente bassa e l’incendio è localizzato nei pressi del punto di inizio;
b) la fase di incendio completamente sviluppato o di post flashover, durante il quale tutti i materiali combustibili nel compartimento sono coinvolti nella combustione. In questa fase le fiamme interessano l’intero volume;
c) la fase di decadimento, definita in diversi modi (ad esempio, quando la temperatura media scende al di sotto dell’80 % rispetto al valore di picco).
Le temperature locali, nella fase di crescita dell’incendio, possono essere molto elevate e, nella sua espansione, il fuoco viene a contatto con gli elementi che delimitano il compartimento. Il momento di transizione tra la fase a) e quella b) è chiamato “flashover” e vede il passaggio delle fiamme dalla zona di combustione a tutti i materiali combustibili presenti nel compartimento. Questo passaggio richiede poco tempo in relazione all’evoluzione complessiva dell’incendio, tanto che, in alcune specifiche applicazioni, lo si può considerare un evento.
Per “flashover” si possono intendere cose diverse. Ad esempio, possono essere utilizzate espressioni del tipo:
a) transizione dall’incendio localizzato alla combustione generalizzata all’interno del compartimento, quando tutte le superfici combustibili stanno bruciando;
b) transizione dalla combustione controllata dal combustibile a quella controllata dalla ventilazione;
c) propagazione improvvisa della fiamma attraverso i gas ed i vapori incombusti che si sono accumulati sotto il soffitto.
L’importanza di questa fase della combustione può essere evidenziata ricordando che:
· raramente una persona coinvolta in un incendio è riuscita a salvarsi dopo il flashover;
· nei più grandi disastri legati ad un incendio si è sempre verificato il flashover.
La potenza termica istantanea rilasciata raggiunge il suo valore massimo durante la fase di incendio pienamente sviluppato. Anche in questo caso, le conseguenze sono determinanti:
· le fiamme interessano i confini del compartimento e spesso ne fuoriescono;
· l’energia rilasciata può danneggiare le strutture.
Nel decadimento si assiste ad una riduzione della potenza termica rilasciata, anche se localmente le temperature possono mantenersi elevate a causa della presenza di braci e di parti ancora calde.
In definitiva, le tre possibili fasi della combustione possono essere così riassunte:
a) l’oggetto che brucia può terminare la combustione senza propagare ad altri oggetti il fuoco
b) la combustione può estinguersi o proseguire con una velocità di rilascio termico molto bassa a causa di una ventilazione non sufficiente, dando luogo ad un successivo scenario (backdraught);
c) la combustione si estende ad altri oggetti, essendo presenti in quantità adeguata materiali combustibili e ventilazione.
L’esigenza di studiare l’evoluzione dell’incendio ai fini della maggior parte delle valutazioni prestazionali scaturisce quando si manifestano le condizioni del caso c). In tale caso si rende necessario studiare le condizioni associate al manifestarsi del flashover ed ai fattori che influenzano la fase di crescita. Tra questi, il tempo necessario per la crescita dell’incendio è essenziale in quanto influenza la valutazione del tempo disponibile per la fuga delle persone (prima che si determinino le condizioni del flashover).
Questo stadio dell’incendio è una caratteristica delle combustioni al chiuso. Infatti, dato che circa il 30 % dell’energia prodotta dalla combustione è rilasciata per irraggiamento, la parte restante di tale energia è dispersa nei fumi che si accumulano nella parte alta dell’ambiente. Se tale massa è dispersa all’esterno, l’energia in grado di determinare il flashover diminuisce. Pertanto, se all’aperto la velocità di combustione (espressa in massa di combustibile per unità di tempo) è funzione dell’irraggiamento termico della fiamma verso la superficie di combustione, al chiuso si deve aggiungere il contributo dell’irraggiamento determinato dalla massa di fumo soprastante.
Modelli per la valutazione dell’esodo nell’ingegneria antincendio
November 21st, 2010A seguito di un interessante commento pervenuto, possiamo ricordare che una lista esaustiva dei modelli di evacuazione ad oggi disponibili sono pubblicati sulla pagina: “http://www.evacmod.net/?q=node/5″
E’ un portale indipendente e senza fini di lucro sviluppato da ricercatori sul tema dell’evacuation modelling provenienti da tutto il mondo.
E’ importante rimarcare un fatto che non è sempre conosciuto da tutti coloro che usano questi software è che che esistono numerosi modelli di evacuazione gratuiti (FDS+Evac del NIST è il più conosciuto), ma spesso richiedono conoscenze specifiche abbastanza avanzate per ottenere risultati credibili.
Gli scenari di incendio e la “Risk Analysis”
October 23rd, 2010Il vero aspetto innovativo dell’ingegneria antincendio è la possibilità di simulare l’evoluzione di in un incendio. Questa possibilità dà ai professionisti la straordinaria capacità di progettare le misure di sicurezza in funzione di quello che realmente può accadere. Di conseguenza, la principale attività dei professionisti è quella di scoprire quali sono gli incendi più probabili per ogni dato edificio. In generale, infatti, ogni edificio ha una storia a sè, in quanto ha volumi, lavorazioni, attività, gestione della sicurezza, manutenzione, pubblico e frequentatori diversi, per cui anche la valutazione della sicurezza è diversa da un caso all’altro. La soluzione di questo tipo di problema, cioè quello di verificare il tipo di incendio che sarà alla base dei calcoli, è l’oggetto della “Risk Analysis”, cioè di quella parte dell’ingegneria antincendio che deve stabilire gli scenari di incendio più gravi realisticamente ipotizzabili.
In giro per il mondo nel settore dell’edilizia civile non ci sono molti testi su questo argomento. In Italia non ci risultano testi che abbiano affrontato in modo serio la questione, fatto salvo un capitolo paragrafo nel volume della EPC sull’ingegneria antincendio. Molto recentemente, però, è stato diffuso un testo destinato solo ai corsi interni dei Vigili del Fuoco, che spiega le basi della risk analysis e i principali metodi di definizione degli scenari di incendio. Questo testo, tra le altre cose, mette in guardia dall’uso dei metodi previsti dalla norma NFPA 101 in Italia, che ha una architettura di controlli di sicurezza molto diversa da quella degli USA.
Cosa sono gli scenari di incendio
Gli scenari di incendio (in inglese fire scenarios) sono il primo punto da affrontare quando si vuole valutare con le tecniche dell’ingegneria antincendio la sicurezza di un edificio. L’ingegneria antincendio, infatti, permette di simulare un incendio con le tecniche del calcolo automatico e di valutare, sulla base dei valori numerici che la simulazione produce, se è raggiunto il livello minimo di sicurezza. E’ chiaro, quindi, che quando il calcolo è svolto correttamente, il risultato della simulazione dipende, dall’oggetto di cui si simula la combustione.
Come varia il campo di infiammabilità con la diluzione?
December 29th, 2009Se si miscela acqua ad un liquido infiammabile ( del quale sono noti i limiti di infiammabilità) la miscela così ottenuta dovrebbe, a parità di temperatura e pressione, avere un nuovo campo di infiamambilità. Come è possibile calcolare tale variazione in funzione della percentuale di acqua? e se la miscela è mantenuta a temperatura e pressione diversa dall’ambiente?
Per rispondere a questa domanda si deve tenere conto che l’aggiunta di acqua a liquidi infiammabili (e miscibili) può determinare un incremento del punto di infiammabilità costituendo una misura volta alla prevenzione della formazione di ATEX. Tale affermazione non può essere tuttavia banalmente generalizzata in quanto è possibile la creazione di miscele azeotropiche con flash point più basso dell’infiammabile di partenza.
La valutazione su base sperimentale resta l’approccio pratico consigliato al fine di perseguire un ragionevole margine di sicurezza, tuttavia in prima analisi è possibile ricorrere ad interessanti tabelle reperibili in letteratura di cui si riporta sotto un esempio:

Un approccio analitico per liquidi infiammabili perfettamente miscibili in acqua che non generano miscele azeotropiche e non generalizzabile a miscele complesse può essere il seguente:
1.Si reperisca il flash point (FP) dell’infiammabile puro;
2.Si calcoli la tensione di vapore attraverso l’equazione di Antoine:
Dove P è la pressione del vapore (mm di Hg), A,B,C, sono coefficienti caratteristici della sostanza, T è la temperatura in °C;
3.Si calcoli la frazione molare (x) del liquido infiammabile in soluzione con acqua;
4.Si applichi la legge di Raoult per calcolare la tensione di vapore in corrispondenza della frazione molare di cui sopra (PMiscela):

La nuova temperatura di Flash Point per la miscela sarà determinabile attraverso la seguente relazione:

dove A,B,C, sono coefficienti caratteristici del liquido infiammabile considerato
Comportamento umano in caso di incendio: l’incendio del night club a Perm (Russia)
December 21st, 2009Il 5 dicembre 2009 in un locale notturno di Perm (Russia) l’uso improprio di fuochi di artificio in un locale notturno ha causato la morte di 101 avventori del locale e il ricovero di altre 140 persone. Alle 2.15 del mattino, quando la festa era al culmine, è stato dato avvio alla parte di festeggiamenti che prevedeva l’uso di fuochi pirotecnici o artifici che prevedevano l’uso di fiamme libere. I fuochi usati, però, erano adatti solo all’uso all’esterno.
Il comportamento umano in caso di incendi è largamente misconosciuto, anche da parte di coloro che svolgono le simulazioni dell’incendio. Di solito, infatti, si assume che appena sia notificato l’allarme di incendio tutti si avviino verso le uscite di sicurezza e si allontanino in modo ordinato.
Al contrario, la risposta delle persone in queste situazioni è variabile. Una dimostrazione di quanto sia diverso da persona a persona il comportamento è offerta dal filmato che pubblichiamo, prelevato da youtube. Questo filmato si riferisce all’incendio di Perm, che ha ucciso 101 persone che si trovavano in una discoteca sovraffollata e rivestita con materiali assolutamente fuori norma.
Nel filmato, in particolare, si nota che alcune persone si trattengono nelle vie di esodo (probabilmente, non a conoscenza dell’incendio che si stava sviluppando velocemente nella sala) mentre altre già si accalcano sulle uscite. Un avventore cerca di aprire la seconda anta della porta mentre ha la pressione di quelli che lo seguono per uscire.
In definitiva, quindi, si può affermare che la risposta alle situazioni di pericolo è rappresentabile più con una curva che con un valore numerico univoco e che, nei calcoli sul tempo di esodo, è indispensabile essere cautelativi sia sulle velocità di percorrenza delle vie di esodo che sui tempi che le persone richiedono per arrivare effettivamente alla consapevolezza del pericolo.
Fire Risk Heritage: a new website on historical building safety
November 14th, 2009A new website (www.fireriskheritage.net) has been recently launched about fire safety of cultural, historical and heritage buildings. The site gives information about the use of fire safety engineering in protecting heritage buildings.
www.fireriskheritage.net
Esperimento antincendio metropolitana
November 4th, 2009Il 30 ottobre 2009 è stato svolto presso una struttura dei VVFF nei pressi di Roma (Montelibretti) un importante esperimento sul comportamento in caso di incendio dei vagoni della metropolitana.
In particolare, è stato dato fuoco ad un vagone identico a quelli che saranno usati in esercizio nella nuova linea (linea C) di Roma. L’esperimento è avvenuto all’interno di un tunnel (lungo 108 m) costruito appositamente nella struttura dei Vigili del Fuoco in modo del tutto simile a quello della linea C (in costruzione a Roma).
La prova è servita a registrare tutti i dati significativi sulla combustione e sull’evoluzione dell’incendio diquesto particolare scenario di incendio. Tali dati serviranno nelle simulazioni ingegneristiche che saranno svolte per la verifica della sicurezza antincendio delle stazioni della metropolitana.
On October 30th, 2009, in a compound of the National Fire Corps located near Rome (Italy), it has been kept an important fire experiment. In particular, a railway carriage that will be used in the new undergroung railway line in Rome has been burnt to assess its fire behavior.
The experiment has been kept in a 108 m long tunnel built in the Montelibretti training area of firefighters. The tunnel built to carry on the experiment has the same construction techinques that will be used in the underground line in Rome. Data collected during the experiment will be used to improve the quality of fire safety assessment of the future underground stations.
Fire Risk Heritage - Nuovo sito per la sicurezza dei beni culturali
November 4th, 2009E’ stato aperto un nuovo sito (www.fireriskheritage.net) in lingua inglese sulla sicurezza antincendio dei beni culturali. Il nuovo sito approfondisce in particolare l’utilizzo della fire safety engineering nella valutazione della sicurezza del patrimonio culturale.
A new website (www.fireriskheritage.net) has been recently launched about fire safety of cultural, historical and heritage buildings. The site gives information about the use of fire safety engineering in protecting heritage buildings.
The new web site URL is: www.fireriskheritage.net
Incendio di tenda ristorante in Kuwait
August 18th, 2009Il 15 agosto 2009 in Kuwait sono morte 41 persone (35 donne e 6 bambini) e ferite in modo più o meno grave altre 58 a seguito dell’incendio che ha devatasto la tenda per ricevimenti in cui si stava festeggiando un matrimonio (la tenda interessata ospitava solo donne e bambini).
L’incendio, inizialmente attribuito alle fiamme dei barbecue o ad un impianto elettrico difettoso, sarebbe stato appiccato da una ex-moglie. Read the rest of this entry »

