* Ingegneria antincendio - DM 7 maggio 2007

L’ingegneria antincendio è una branca innovativa dell’ingegneria, che consente di formulare delle ipotesi di previsione dello sviluppo dell’incendio su basi oggettive e giustificate. In Italia, il decreto del 2007 permette di presentare ai Vigili del Fuoco domande di prevenzione incendi in cui la valutazione è svolta con l’approccio ingegneristico. Oltre ai decreti ed alle circolari emanate, nella pagina successiva forniamo alcune informazioni minime sull’approccio ingegneristico.

Scarica il decreto in formato pdf:  DM 9 maggio 2007

All’approccio ingegneristico è sottesa un’argomentazione di fondo: l’incendio è un fenomeno (fisico e chimico) che, per quanto complesso, può essere ricostruito o previsto attraverso modelli adeguati. Accettata questa posizione, si può predisporre il lavoro di progettazione nella maniera più completa e poi utilizzare i supporti di calcolo (hardware e software) per dare una valutazione quantitativa delle previsioni sviluppate.In sostanza il professionista, una volta definiti gli aspetti progettuali di riferimento secondo una determinata procedura codificata, dovrà prendere contatto con i Vigili del Fuoco e stabilire, in accordo con loro, i gruppi di scenari di incendio più credibili. Definite le situazioni peggiori (in termini di presenza di persone, di materiali combustibili e di situazioni di gestione) in cui, secondo i VV.F., potrà verosimilmente accadere un incendio, il progettista dovrà calcolare l’evoluzione degli incendi corrispondenti (utilizzando software in circolazione i cui modelli matematici siano stati validati secondo i criteri che l’ISO sta definendo). In questo modo potrà misurare i tempi di esodo previsti (secondo modelli ad hoc) e confrontarli con i tempi di sopravvivenza delle persone presenti. In questa seconda fase entrano in funzione i software, che permettono di seguire, ad esempio, l’andamento delle temperature, dei fumi e del rilascio delle specie tossiche corrispondenti allo scenario di incendio ipotizzato.Il grado di sicurezza della progettazione, infine, deriverà dal rapporto tra tempo di esodo/tempo di sopravvivenza nel peggiore tra gli scenari di riferimento.Dalla mole di informazioni necessarie per elaborare le previsioni, si deduce che, per giungere ai programmi che già si trovano in commercio, sono stati elaborati modelli che descrivono le capacità di rilascio del calore dei materiali durante la combustione, la loro suscettibilità ad essere innescati, l’andamento dell’incendio in funzione della ventilazione, la generazione delle specie tossiche, la generazione dei fumi ed il loro movimento, l’esodo delle persone. Inoltre, sono state compiute sperimentazioni di laboratorio in grado di dare pratica utilizzabilità alle formule matematiche teoriche.Quale è la possibile applicazione di questi metodi? Si possono citare almeno quattro possibili applicazioni immediate:- progettazione della sicurezza di attività civili complesse per le quali non esistano norme di riferimento;- possibilità di valutare le pratiche di deroga. L’ipotesi di adottare una misura in luogo di un’altra potrà infatti essere misurata e quindi pesata secondo criteri oggettivi;- valutazione dei piani di emergenza, in quanto è possibile seguire l’andamento di un incendio e la propagazione dei prodotti della combustione, e conoscere istante per istante la percentuale di sopravvivenza di una persona in un ambiente;- investigazione delle cause di incendio, mediante la ricostruzione delle fasi dell’incendio e la verifica o l’ esclusione delle varie ipotesi incidentali.E’ importante sottolineare, inoltre, che l’utilizzo di questi metodi non contrasta con la sopravvivenza dell’approccio prescrittivo, attualmente vigente anche in Italia. Questo può essere affermato non solo in quanto l’Unione europea ha stabilito (documento interpretativo n. 2) che i soli approcci permessi in futuro saranno quello prescrittivo e quello ingegneristico, ma perché, in fin dei conti, i due approcci si integrano. Con le norme che conosciamo, infatti, si fissa univocamente un livello di sicurezza delle singole attività (competenza che è e rimarrà ai singoli stati dell’Unione), mentre con i sistemi ingegneristici si potranno valutare le variazioni relative al livello fissato, oltre che risolvere le progettazioni di strutture complesse per le quali, tradizionalmente, non esistono norme. Con tali metodi sono state realizzate quasi tutte le grandi strutture più recenti nei paesi industrializzati, ma anche nel nostro paese non sono più tanto rare le realizzazioni verificate o progettate dall’inizio secondo i modelli in argomento.Con queste note non ci si è proposto altro che informare sull’esistenza di nuove possibilità applicative nel settore della prevenzione incendi. Al momento purtroppo, per approfondire l’argomento ci si deve rivolgere quasi esclusivamente a fonti straniere. Per avere un’idea delle potenzialità di questi metodi e dei relativi software ci si può collegare al sito internet dell’organo governativo statunitense NIST (National Institute Standard Technology). Alla pagina web http//blazes.nist.gov è possibile scaricare gratuitamente il programma di ingegneria antincendio Fastlite, che può permettere agli interessati di formarsi un’opinione sulle possibilità dei metodi appena accennati.

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